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La frontiera nord-orientale dell’Impero Ittita

30,00 25,50

Uno studio sulla provincia di Tapika e sulle terre del fiume Kummešmaḫa

di Antonio Carnevale

Roma, 2020, formato cm 21×28, pag. 160, illustrazioni a colori

ISBN 9788875753061
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Descrizione

Il volume di Antonio Carnevale sulla frontiera nord-orientale dell’Impero Ittita è il secondo numero a carattere monografico dell’Atlante del Vicino Oriente antico, il progetto scientifico, didattico e editoriale del Dipartimento di Scienze dell’Antichità intrapreso nel 2016 come “Grande Progetto di Ateneo” della Sapienza Università di Roma, al quale partecipano archeologi, storici e filologi orientalisti (Atlas of the Ancient Near East – AANE).
Questa seconda monografia (MAVOA-2) del progetto AANE è uno studio di geografia storica, ispirato dalla tradizione ittitologica nazionale e in continuità con l’importante lavoro che Massimo Forlanini e Massimiliano Marazzi pubblicarono nel 1986 per l’Atlante Storico del Vicino Oriente Antico fondato e diretto da Mario Liverani, con la collaborazione di Lucio Milano e Alba Palmieri, presso l’allora Dipartimento di Scienze Storiche, Archeologiche e Antropologiche dell’antichità dell’Università degli studi di Roma “La Sapienza”.
Il volume propone una meticolosa e capillare ricostruzione della frontiera politica e militare orientale dell’Impero Ittita incentrata sulle informazioni storiche e territoriali provenienti dall’archivio di Mashat-Höyük, l’antica Tapika (un centinaio di Km ad Est della capitale Boğazkale / Hattusa) e si pone come un importante strumento d’ausilio alla didattica e all’approfondimento di problematiche inerenti la toponomastica e la storia politica dell’Impero.
La ricostruzione di un ‘confine’ è un tema classico quanto impegnativo della ricerca storica, archeologica e geografica, perché un confine è anche necessariamente un margine identitario e uno spazio di incontro capace di “parlare con il cuore” (espressione antico-ittita) oltre che con la toponomastica. è sperimentando l’integrazione di questa antichissima metafora ittita per indicare il ‘pensare’ con i metodi moderni di cui dispone la traduzione filologica che abbiamo scelto di continuare il nostro viaggio sul micro e sul macro-spazio delle culture orientali antiche.

Marco Ramazzotti