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Generi letterari

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e costruzione di una lingua comune tra Cinque e Seicento

A cura di: Fabio Rossi

Roma, 2017, formato cm 15×21, pag. 128

ISBN: 9788875752736
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Descrizione

Che cosa tiene insieme le cicalate con le prediche, un oscuro dialogo rinascimentale con i rimaneggiamenti teatrali secenteschi? La precisa coscienza metalinguistica dei loro compositori, in un “secolo”, cioè il Cinque-Seicento, in cui tutto, o quasi, sembra ruotare attorno alla questione della lingua. Quella qui indagata, attraverso alcuni suoi generi significativi anche se tuttora poco studiati, è un’epoca attraversata da sguardi in avanti e all’indietro, da fervide polemiche tra fautori del modello fiorentino e anticruscanti, tra nostalgici dell’aureo Trecento boccacciano e petrarchesco (nella codificazione bembiana) e propugnatori del naturalismo della lingua parlata a Firenze nel Cinquecento, tra gli affezionati a un modello linguistico unificante e gli estimatori della diversità e del plurilinguismo.

I saggi sono di Raphael Merida, Federica Rando, Fabio Ruggiano, giovani studiosi del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne (DICAM) dell’Università di Messina.

Fabio Rossi insegna Linguistica italiana all’Università di Messina.
La sua produzione va dalla lingua della musica (trattati e libretti d’opera) al parlato dei media (cinema italiano e doppiato), dall’analisi sintattica e pragmatica del parlato alla didattica dell’italiano e alle ideologie linguistiche.

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